in quella immensa astrazione si trovava bene ormai

II
in quella immensa astrazione
si trovava bene ormai, aveva rinunciato
a misurarla, quietamente osservava
quel viso acceso e spento, quel sorriso cieco,
quell’insondabile specchio
senza riflessi, albero senza fine di rami
e senza radici, solo ali e abbracci di spazio,

quello era il suo involucro, il vestito da viaggio
in cui era stato cucito dalle interne dita
di una madre assegnatogli
per l’eternità, avrebbe dunque badato
a non strapaprla, a rammendarne
le lacerazioni, il tessuto delle vene,
e le asole dei pensieri , aperte e chiuse
e i bottoni delle convinzioni (non si logori
il filo di seta, non imputridisca,
nella gola dei nodi troppo stretti)

adesso bisognava resistere soltanto
al resistibile passo del tempo,
sul binario giusto
il futuro non avrebbe dovuto sfuggirgli,
o arretrare o saltare stazioni,

in quella immensa astrazione
giovane, longeva, inconcreta
che si chiama, realtà
si trovava, ormai, e voleva restarci..

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_4449