463Campolungo

463
Campolungo
Il fondo del corridoio è inquieto
Un uomo cresce camminando
verso l’occhio-obiettivo
Una donna lo segue crescendo camminando
come lui.
Scompaiono tutti e due
dietro l’occhio-obiettivo
lasciano-ora li scorgiamo
sul fondo del corridoio che si dispera
neli specchi che si risegnano
residui di sofferenze appena sofferte
mucchietti di dolore azzurro
che lentamente si fa viola
si sfa in cenere grigio-argento

464
Confrontiamo
Il suo viso.
Di lei, voglio dire.
Un sorriso una miccia
noncuranti verso i depositi
di dolore accumulati
Si gira, e il dorso
è bianco, lo scheletro azzurro
si abbassa
e scarta un pacco grande
con su scritto:
Morte molta
Si rialza e vede il custode-
delle cose-come-sono-sempre-state
che dice:
va bene, la morte affluente

465
Carrellata
Tutti
cercano, correndo verso
l’occhio-obiettivo e
allontanandosi sempre di corsa
dall’occhio-sempre-obiettivo,
l’Ultimo Grande Porto Buono
e lo trovano
dietro l’ultimo specchio
sotto un cartello che dice
Introvabile
(dissolvenza e:)
Cimiteri allergici
con le croci a sghimbescio
colorate
e i morti vestiti da arlecchini
con le vertebre all’aria aperta
anch’esse colorate.
C’è una scritta:
Cimitero allegro
dell’orribile gioia
per l’universo così

466
Primopiano
La strada nota
che abbaia
(dissolvenza e:)
i latrati meccanici
(il suono aumenta di volume)
provengono da gole coronate
di cani meccanici
che inseguono un gatto
cosi vivo che sembra meccanico.
L’Ultimo gatto
l’ultimo giorno
nell’Ultimo Grande Posto Buono
Davanti allo schermo
su cui appare la strada
nessuno.
sulla strada
nessuno..

Autore: Gianni Toti

Data: 1963

Numero serie: 1963_4356