e quando i rettili azzurroneri
del probabile scivolarono
dietro le sue tempie celandovi
le loro curve di silenzio,
lanciò i cani neri dalla certezza
sui loro anelli di tempo acuto
e fra triangoli e circoli di fango
emerse da una triste immaginazione
la febbre lo guardò con occhi verdi
e se ne andò coi fianchi tremanti
fendenti nelle reni prenotazioni
e unghiate e lingue di vetro
restarono pelli di vipere riarse
fra o latrati del buio,
e
un po’ d’azzurro pietrificato
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_4313

