tintinni, mia cara,
dalla spina delicata
al femore scolpito,
all’aerea terrestre
caviglia d’avorio,
uno scheletro azzurro
da suonare a dita nude
di carne, col ricordo
dei polpastrelli sapienti
e delle fluide vede,
tintinnante moneta
di un tempo già speso
ossa intuite dai denti,
tenerissime e friabili
er un altro mangiatore,
ti batto e verifico
sulle nostre lastre di marmo,
prima di quando
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_4272

