“non uscirò mai più dall’ospedale” dice
e piange antibiotici versa vita dall’iniezioni
le infermiere raccolgono e ammucchiano
-hanno cassetti pieni di vita, ceste gonfie
di brandelli di tempo, speculano sui sospiri-
i dottori gridano imperiosi alla morte
che non è ancora il momento, ripassi
domani, e tutto sarà pronto,
poi rallegrano con battute dure di salnitro
l’ammalato (di che? forse solo di vita)
e gli strappano i sorrisi e i denti
-collezionano gli uni e gli altri-
le vene azzurre e viola oscillano dal soffitto
appese per festoni del gesù ospedaliero
polmono nei vassoi e negli intimi vetri
tutto è sistemato per la notte lunga, mamma mia,
per la morte lunghissima, la fine senza fine..
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_4248

