Lacrime critiche

Lui si ricorda,
si ricorda della
effervescenza e della
consumazione
di poesia,
da noi, durante
la Resistenza e,
qualche tempo dopo
la Liberazione…

adesso solo a Cuba
gridano i poeti,
e in Spagna e in grecia e
dovunque non ci sono i giornali
della libertà,
politica, forse
economica, forse
qualcosa di più, domani…

Lui si ricorda,
si ricorda della,
e chiede perchè
i nostri poeti gridano più,
– e perchè
dovrebbero gridare?
se non gridano
sono poeti – inutili – subito,
che no distraggono
nè si distraggono, non lenitivi, non
stupefacenti, piuttosto lesi, contratti
non contrattuali,
che hanno orrore
della realtà fabbricata a macchina
( chissà perchè schifiltosi),

con queste frasi che si lasciano correre via
sorvegliandole solo da lontano
per dire “ci sono, forse”…
se qualcosa ancora
si tende si contrae s’increspa,
elastica

una marea nè alta nè bassa,
che aspetta l’organo di altre lune…

Autore: Gianni Toti

Data: 1963

Numero serie: 1963_4275