un ricettacolo di intelligenti demenze,
perchè no? un amico che si trasforma
in una formica paranoica che si specchia
in un frantume di vetro che non rispecchia,
scepsicola, si filosofizza così, spenuaflex
o il mito del muro narrativo dei soffitti lirici,
un neo-poeta nato sulla morte
della poesia, come dicono i becchini più contenti…
il suo diario è prensile, spiega
l’immagine ambigua ancora il collage
tra i ciocchi la ferita sul polpastrello
che solletica l’universo il sangue povero
il legamento vitale fra le superfici
vende saliva, forse, sperma azzurro chissà
che cosa tiene meglio?
il “continuum memorativo” ho letto
poco fa – disegni e parole,
seriamente, con gli insetti a fumetto
hai visto il quadro, adesso distruggilo
hai letto i versi, adesso bruciali,
che non resti nulla, forse la cenere
si può lasciare, tanto il vento…
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_4090

