spezzando tutto,
anche le parole,
e le sospendone, disarmate,
con le mollette, ai fili delle pudenda,
resta il segno del carbone, la traccia di cenere,
il fantasma iniziale può essere
la colonna vertebrale,
– distrutta dalla luce, metallizzata o
depositata impronta, su un sudario magari –
i relitti navigano, o solo nuotano o fluttuano
su carta tela retina liquido d’amore
sui marciapiedi l’alluvione è invisibile,
sulle spiagge di pietra tracce di che
con un interrogativo te la cavi, se vuoi,
vuoi?
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_4087

