scandiscono il tempo, seghettano
l’esistenza,
ma è giusto
scandire, più del sangue,
i presenti che si accumulano,
per alzare strani futuri
sugli orologi assasini?
il dubbio incide, è un crudo stiletto,
tu preferisci il flusso, la piccola etrnità,
non la morte che stringi al polso
e batte, secondo cuore, sulle vene ruotanti
nei morbidi giri delle mani.?
ma allora perchè il tuo piede
si agita a tempo?
è musica, capisco,
e la separazione continua,
la scissione dell’infinitamente grande
nei piccolissimi infiniti
delle cesure, degli accenti,
dei battiti del cuore che si logora
vecchio orologio ricaricato a inchiostro
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_4081

