le piazze stanche, le stazioni pesanti
di ruote terrestri e treni interplanetari,
le finestre dicevano di no con le persiane,
serrate cieche palpebre,
al mondo delle cose che invadeva
anche lo spazio minimo respirato attorno alla tua pelle,
aria, chiedevi aria,
i mari si lamentavano dei bastimenti
col rimorchio e i rimorchiatori,
e i vagoni marini, i convogli sopra e sotto,
i cieli rispecchiavano la bella confusione,
ali di ferro ali di farfalla
e piume d’alluminio, cadevano,
le orbite, quasi
aureole stanchissime di santi
delinquenti che sogghignano
della benzina e degli incensi…
i treni si immalinconirono
sotto le tettoie volanti
le stazioni piansero lacrime
roventi, in fumée candide…
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_4073

