un resto, un’eccedenza, un margine: dunque
hai scaricato tutte le scorie dell’azione, hai deciso di unirti
ai ladruncoli della felicità, diffidavi, lo so,
del dolore, ripugnai al delicato odore
della tua vena aperta sulla tempia azzurrina,
che pareva di cristallo adatto alle visioni,
volevi scegliere tra le forze universali
la più fine e acuta, la fragile freccia
che andrebbe assassinato con ferma dolcezza
il sotto-uomo di tutti noi, ma non eri
capace di disperarti troppo a lungo, di credere
così negativamente da resistere anche ai pensieri,
e non sei neppure volgare come servitore, ti pagano
in assegni intangibili, hai un reddito inferiore,
e ci mette a disagio, a volte, la tua ironia storica,
l’umorismo logico, le strutture metamorali, finissime
e resistenti, le proposizioni fredde e lucenti, li distinguo
tu non dici mai no, tu dici non ancora,
ma non hai dilazioni, quel non ancora è mai…
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3992

