preferisci la delusione, ho capito,
la censura del tempo, l’ineluttabile contrario,
troppo equivoco il piacere della verità – è vero? –
per non fidarsi del peggio, per non diffidare
dei progressi annunciati dai giornali,
se potessero, gli altri, ti condannerebbero
per autolesionismo spirituale, ma tu
odori di purezza mentale, pensi pulito, dopo tutto,
e hai solo bisogno di energici massaggi
all’anima intorpidita, di antireumi intellettuali,
così non penserai più di potere da solo
sabotare il mondo e gli inganni delle grandi progettazioni
a volte penso che però potresti anche scendere
dal treno dell’eternità su cui viaggi con me
da questa a quella stazione (qualcuno di noi due
scenderà prima, d’accordo e all’improvviso)
oppure cominciare a camminare sulla mia stessa strada
ma su un marciapiede diverso, neppure più alto
o più basso, parallelo diciamo, e così solo per negare
che andiamo a comprare gli stessi giornali
e a leggere le stesse notizie sull’universo
preferisci la delusione, ti credi in salvo,
preferisci, sei già un ottimista…
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3986

