niente restava intatto

niente restava intatto: nè labbra
con i rivoli d’ombra più fondi,
nè collo con altre orbite sulla nuca,
nè seni rastremati dalle carezze
nè sesso più profondo con morbide pieghe
più numerose, nè gambe più acute
e sciolte, più lente, dopo,

solo il riso tenero e selvaggio, prima,
non era più intatto, cristallo incrinato,
prisma angosciato per le sue faccette viola
che minacciavano di buio il filo della lama…

Autore: Gianni Toti

Data: 1963

Numero serie: 1963_3932