con occhi scaltri, se vuoi
puoi vederlo vacillare, il mondo,
accorgerti di quanto strano
questo sinistro non accadere
mai nulla all’uomo,
è
tanto più semplice ridurre
tutto a mistero, a indeterminato gioco,
l’ineluttabile non si discute,
non tu dunque sei debole, non tu
sei malato, ma il secolo,
abisso senza fondo dove precipitano
massi d’intelligenza, sterile, leggeri,
ma come guardarti dal sospetto
che nulla sia veramente inesorabile
e che tu solo esista, e solo tu
sia responsabile dell’universo?
come un veliero, il mondo
si è incagliato nelle sabbie del pensiero,
e non sappiamo più che dire
e che fare, di noi
(è così reale
l’irrealtà, così astratto l’essenziale…)
con occhi scaltri, se vuoi
puoi vederlo vacillare, il mondo,
vacillare con lui, ubriacarti di vita…
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3911

