lo vedo che non reagisci più, che hai speso, dici,
tutta la quota di esasperazione che ti era stata assegnata,
e non tintinnano più nella tasca le monete d’ira
che credevi solo tue, tua ricchezza personale,
adesso,
qualche spicciolo forse di sdegno stancato, nient’altro,
che nessuno riconosce neppure più, fuori corso,
dunque
lascerai che fluisca la corrente, o il gorgo o la gora
attorno al tuo dito nell’acqua, inutilmente puntato
al centro di un minuscolo universo privato,
e basta?
io solo ti conosco e so quanto stride, ancora oggi
il tuo mutismo feroce, l’indifferenza impietosa,
e quant’urla il silenzio dei secondi, che nessuno placa,
lo vedo che non reagisci più, è così
che reagisci, e gli altri anche, vedo, che vorrebbero
che non fosse così, che spendessi al bancone
le inutili monetine dell’ira, e restassi nel gioco,
al mercato dell’uomo, e non ti appostassi li fuori,
in quell’agguato, allo scoperto, che li tiene
chiusi qua dentro, nella banca dei pensieri
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3871

