“adesso bisognerebbe davvero, alla fin fine,
mettersi a lottare seriamente
contro gli elementi irrazionali della vita…”
Diceva così, e ripeteva, a mo’ di ritornello:
“Lotta di classe, nient’altro che lotta di classe!
Chissa di che ideologia è
chi non ha ideologia!”
I pensieri non sembravano darsi molto pensiero
d’essere pensati, perchè forse
non erano politicamente preparati
e non erano stati chiamati alle armi, dopo tutto,
non avevano gradi, compagnie, ufficiali,
e, del resto, neppure i morti
affacciati alla finestra del suo studio,
manifestavano segni d’approvazione,
o di tendenza contraria
l’universo era tutto preso
dalla passione ideologica, si cominciava a vivere
di tanto in tanto in qualche modo lirico,
secondo le istruzioni dei manuali dello stato,
(ma si cominciava soltanto, non si finiva mai)
la gente prese a morire anche
prima del termine stabilito, per bontà d’animo
il tempo si travestiva da spazio volentieri
e ci scambiavamo, i vivi, diventando altri
senza orrore, guardandoci l’un l’altro tutti contenti
di non sapere nemmeno chi fossimo,
ma lui continuava a ripetere che, davvero,
“adesso bisognerebbe”, eccetera eccetera
e voleva morire per la causa, in qualche modo,
e se la prendeva con chi gli aveva promesso
con tanta leggerezza le barricate dello spirito
mi accompagna, ci accompagna dappertutto
stamattina, al bar, mi sorvegliava nello specchio
mentre sorbivo il caffè con il mignolo metafisico
leggermente levato sul manico, a sinistra,
e la porcellana mi rimproverava le gocce
versate sul piattino, perdute per l’eternità..
“adesso bisognerebbe, davvero,…..”
e mi spaventa, alla fine, l’eccetera doppio…
di non sapere nemmeno che fossimo,
ma lui continuava a ripetere che, davvero,
“adesso bisognerebbe”, eccetera eccetera
e voleva morire per la causa, in qualche modo,
e se la prendeva con chi gli aveva promesso
con tanta leggerezza le barricate dello spirito
mi accompagna, ci accompagna dappertutto,
stamattina, al bar, mi sorvegliava nello specchio
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3870


