la sera preindustriale (petali
di velluto e similitudine facile
con la tua donna) si arrende
alla rosa industriale (plastico
e cereo riso, gambo di fil di ferro
e un “come” impossibile) adesso
che tu speravi diventassero le rose
incontestabili, rose-rose,
e non più che degli alberi, non fosse
un delitto delle rose parlare,
percjé non più silenzio
su troppe stragi comportasse
di fiori umani, teneri
come rose, (diciamolo ancora
questo “come” superstite), forse
ancora più indifesi -senza
le spine, vegetali coltelli,
si arrende,
dunque, si arrende,
proprio adesso che la natura
si umanizza, o comincia
sul serio e che l’industria, anche l’industria
si naturalizza, forse,
se non ti arrendi, rosa
rosa rosa rosa più rosa
di tutte le rose di sempre?
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3821

