sei strano, amico mio, sei capace di dire

sei strano, amico mio, sei capace di dire
che la terra matura come un frutto di tempo,
che i colori dei fiori e dei cieli comunicano
messaggi alti per gli uomini che ancora non capiscono,
il tramonto, stasera, chissà cosa diceva?
e l’alba, domattina, che cosa ci annuncerà?
ti prendo in giro, amico, placidamente, come
faccio sempre, ogni volta che tu, così, senza parere
mi fai tremare perché, dopo, tornando a casa,
coi miei piedi pesanti premo una pelle nuda,
non scherzo, poi, se chiedo scusa al nostro tenero pianeta.

Autore: Gianni Toti

Data: 1963

Numero serie: 1963_3812