le mie scarpe si riconobbero
nel crepuscolo del mattino,
con i lacci intrecciati
dissero qualcosa alle mie dita,
il tappeto scivolò inquieto
sotto i piedi al primo contatto
col pianeta e in lente orbite
l’universo mi planò accanto
mi vuotai di me-non-me,
feci la barba all’identità
consumata, indossata il vestito
delle abitudini, infilando
le asole docili dei ricordi,
(qualche volta manca, lo sai,
il bottone – un perduto impegno)
e me ne andai tra divieti
di sosta e “avanti” verdi,
globulo diligente, con funzione
di ordinato disordine,
e cifre
di minuscoli previsiti caos,
preparando il giorno in cui,
uscirò nudo, senza l’abitudine
d’uomo contemporaneo, meravigliandovi…
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3779

