scusate la mia voce, se potete, ascoltandomi

scusate la mia voce, se potete, ascoltandomi
e la mia gesticolazione che si ripete
su pochi movimenti di falangi e di cubiti
con qualche rictus ingenno sparso fra i muscoli facciali,
perdonate se esisto contro il vostro perdono, insomma,
voi non siete d’accordo, lo so, ma io sono qui
con voi, sullo stesso vascello planetario,
a zonzo per l’universo, insopportatemi dunque.
la complicità migliore è quella segreta, si sa,
io vi lascio soltanto quell’equazione di spazio
da risolvere per esserci tutti, incrociandoci
fra tangenze fastidiose, forse, solleticanti le tempie
azzurre come le rotule, e quietamente noiose
come piogge senza fine con una fine improvvisa

non scusate la mia voce, io non parlo…

(mi hanno scusato, io parlo – ma solo con
la prima persona singolare, facendo punto,
poi, così,
qui.)

Autore: Gianni Toti

Data: 1963

Numero serie: 1963_3746