riformiamo le riforme -gridavano i riformatori
riformiamo i riformatori -rispondevo debolmente,
facevo propaganda anch’io, a me (stesso) per primo,
oppio contro oppio, anti-oppio oppiaceo, ridendo
come Melchisedec convertito perché se la Chiesa
così presente e corrotta perché non
convertirsi?
la vita? miglioriamola -ripetevano i migliori
miglioratori diplomati in scuole di miglioramento,
e la libertà liberiamola dalla libertà, anche
così non sarà libera dal suo nome,
e morivamo come mosche, le mosche morivano
come uomini, alla fine, e anche meno,
dicevano ieri i miglioratori hanno ucciso
nella lunga notte dei lunghi coltelli elettronici
diecimila ex-miglioratori che ironizzavano sullo Stato,
e io ridevo di me (stesso) che rideva perché
gli artisti sempre all’opposizione rafforzavano
lo Stato perché (dialetticamente) si esaurisse, poi,
e solo uccidendo la vecchia morte e aumentando la produzione
rivoluzionando anche le rivoluzioni per fare la pace col mondo
questa era l’unica possibilità che la fine del mondo
fosse il principio, dopo tutto, e post-storia…
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3696

