le sabbie mobili dell’accidia, non sono più
morbide e cedevoli come l’antico fango,
ma basole, dalle, marciapiedi irriducibili,
e non puoi offendere neppure, abbondanti
al flusso sotterraneo che vibra sotto le tue piante,
il mondo ti resiste e sostiene e separa
dall’abbraccio del lento magma d’un tempo,
i cieli sono lontani, ormai, e anche la terra
è remota, la soffocano pietre implacabili,
siamo sospesi tra pietre e miraggi di spazi,
ci saltiamo sulle spalle, e non ci sono radici
da sollevare nel durissimo campo di cemento,
e cosi sprofondiamo in sabbie di pietra dura,
fra le bare di marmo moriranno anche i teneri vermi
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3694

