i dissipatori tra noi si fanno largo
con gomiti e pensieri acuti, sperperando
le pepite impensabili, pensandole
come pensabili tra parentesi di sogghigni,
senza soffrirsi più le tempie e le nuche febbrili
offrendosi come conduttori installati
su isolanti ceramiche, lineette
e virgolette, stupori fra a capi
previsti come imprevedibili
la poesia si sciupa, amici,
con cesure avvilite si umilia
davanti all’informe che trionfa,
la tua faccia perde forma, poeta,
muore la morte,
e non è bella
nè lirica, la morte della morte,
ma solo morta morte, scoglia opaca
di morto tempo, di parole cadaveri.
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3686

