un museo di immagini
soltanto immaginate, notturne,
crepuscolari di sera e mattina,
quieto e mostruoso, con allucinazioni sorridente
classificate in elettronici schedari,
col tempo custode che gira da un lampo
all’altro di volti e specchi, e imita
l’eternità, passivamente
tentando di non viverci,
immagini senza coscienza, purissime
che ignorano morte e si ricordi,
portatemi in quel museo, subito,
poi distruggete tutto, provateci,
resteranno solo immagini
che vi guardano, impassibili…
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3559

