la fabbrica cresce ancora, la produzione di vita
e il consumo di morte, anche, verticalmente,
l’immensa annichilazione delle allegrie di essere
prosegue perdendo memoria, progressivamente
(quattrocentocinquanta milioni di anni..: si illudono)
l’intollerabile miseria della processione dei giorni
il sempre più tollerata, intollerabilmente, come nei piani,
lo stile del desiderio è l’eternità , si comincia a capire,
al buio invito del caso rispondono ancora pochi,
per le strade penultime dell’ira si aggirano
molti pazzi che aspiravano alla notte delle notti,
ma le finestre continuano ad affacciarsi
sulla case che osano affacciarsi, ancora
sulle strade che si affacciano nelle piazze
delle città che si affacciano nello spazio:
tutto è a posto, signore, la vita è abbastanza povera
da diventare immortale, dopo tutto,
alla fine di questa disperatamente stanca
eternità anteriore.
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3564

