i libri si sfogliavano da soli, ieri sera,
li leggevano occhi invisibili, forse,
o sguardi lasciati li da chissa chi e quando
a disposizione delle cose ( anch’io a volte
ne ho lasciati qua e la, sui tavoli di amici –
e di nemici, più frequentemente), ma adesso,
anche i libri si sono letti da soli e frusciano
le pagine inquiete cercando occhi e mani
e nervi e rabbie, ma qualcosa resta qui, inerte
naufraga in questa isola rossa di velluto
inseguendo le vele delle palpebre, gonfie
senza vento, e non sono io che naufrago,
ma qualcosa con me, a ondate nere
che a casa non bagnano i piedi di nessuno
sale già oltre la murata dei braccioli
l’uragano invisibile della noia più inedita,
e a mezzo busto alzarsi fuori dal presente
non serve forse che a emergere su spiagge
dove infuria altro turbine, o non emergere
neppure, restare sottacqua,
è stato così
che riflettevo, ieri sera, fino a quando
sono venuti a chiamarmi: ti sei dimenticato
– mi hanno detto – che hai preso partito?
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3503

