i piedi sul marciapiede automobile, la testa nel possibile,
dove te ne vai, alla ricerca di un quarto d’ora di te?
il tuo pane quotidiano non è più di questo tempo,
il tuo tempo quotidiano non ha più un orologio,
il tuo giorno è illusorio tu vivi in un’altra epoca,
i piedi nel ventesimo, la testa nel duemila, se basta,
sei un evaso un evasore un’evasione continua
dall’evasione come dalla prigione da te dagli altri,
togliti il comportamento denudati delle regole,
la dignità che ti hanno messo addosso è solo una camicia
il cielo l’hanno confinato in cielo,prima era qui
basso sulla terra era il nostro cappello azzurro,
gli alberi si sono fossilizzati sotto terra, foreste
pietrificate, le stagioni le modificano nelle fabbriche,
ancora lo stesso naso? stai attento, già le tue orecchie
a sventola te le ha messe a posto il barbiere
eri basso di altezza? ti piaceva la stessa statura
delle aiuole, guardare il mondo da sotto in su giudicando?
ma sei cresciuto, non lo vedi? ti hanno fatto crescere,
tra poco sarai alto come un grattacielo e dimenticherai
i fili d’erba e le cocciniglie e gli scarabei rosso-neri,
stai attento, amico mio, non distrarti, ti rubavo
il tuo giorno: con insegnamenti contratti di futuro
con monete d’ore da vivere che non vivrai
ti compravo ore da vivere che potevi vivere…
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_3416

