l’idolatra, si condannava
al culto del lavoro, e
regoziante, non neg-otiava,
l’imperatore dinamico
si copriva gli occhi, sconfitto
dal visibile mondo (vedere
era già un’offensiva),
come ercole si affaticava,
sacerdote della fatica
la virtù nel difficile
soltanto ritrovava.
e la misteriosa levità
dell’operatore sulle ali
dell’amore ignorava,
disposto ciecamente
della sofferenza senza limiti
del lavoratore religioso
non potevi donargli
mai nulla, al funzionario
del lavoro, danaro
forse, non tempo,
la libertà non era
mercantile come nei cieli…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3388

