hai preso tutto di me, non mi hai lasciato il resto
da spendere per qualcun altro, o per me, anche,
di questa storia di vivere e di morire che avevo
neppure la parola fine mi hai lasciato.
Hai scritto tutto tu, e solo l’ultima scena
leggo quella parola, ma non è una scena, è uno specchio.
Solo la morte mi hai messo, addosso, con cura,
mi faceva una piega sulle spalle,-correggeste-
e mi stava un po’ storta, credo, come a tutti,
con un colpetto leggero dicesti-sta su!
sono fuori di me, adesso, come si dice
di chi è arrabbiato, ma è proprio così
e vorrei tanto essere dentro di me,
ci stavo bene, come in un astuccio,
ma tu mi apriresti fodero o fondina,
e il vestito di vene non si chiude più,
e fa freddo, anche se non significa niente…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3229

