la parola era pallida, esangue, un po’ scarna,
giaceva sulla pagina e tentava tirarsi fino alla gola
il lenzuolo bianco piegato agli angoli, cosi leggero
che il freddo dei suoni gelava voce e inchiostro
l’emorragia era grave, le sillabe scorrevano
lentamente verso il margine e gli a capo,
le virgole non riuscivano più a trattenerle,
e le consonanti piegavano la testa troppo alta.
l’uomi si disperava per quel ritmico dissanguarsi
della parola ammalata, volta all’agonia,
il pallore del silenzio penetrava nelle vene
alte e basse, nel corsivo della febbre galoppante,
l’aggettivo che si era avvicinato, esitava,
a dire il cognome della parola a dichiarare
quell’identità spaurita -indugio nel qualificarla
per quello ch’era: una parola cosi tenera..
sul letto del quaderno la parola moriva,
e l’uomo le teneva la fronte intelligibile,
fino all’ultimo quando il vorace silenzio
inghiottì l’estrema sillaba, masticando i fonemi.
e la bocca chiusa cominciò il discorso muto
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3211


