Dicevano che il nulla è una parola stanca,
che anche il ventre del nulla è stato fecondato,
con un seme acutissimo piantato come una freccia
nell’oscurità feroce, nel sogno rabbioso e tenero
e che in principio tori fiammeggianti vagavano
su prati di silenzio e di morte freddissima,
finché maturarono labbra per dire anche alla notte
che era notte e parola, come adesso
diremo ancora, dunque, le belle parole sempre stancate,
le parole domani, chissà, tenerezza?
resterà nel nulla sapore di domenica,
la morte non sarà un lungo giorno feriale?
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3213

