cambiavano i cieli come fazzoletti

cambiavano i cieli come fazzoletti
gli autunni più degli altri si ribellarono
ma i nomi delle cose moltiplicandosi
negarono ogni ragione alla sterile protesta

ci asciugammo le lacrime con cieli sciupati
preoccupati per cose di poco conto, come vivere e morire,
e a bordo di sorrisi salpammo le onde
perchè se ne andassero a spasso per mari senza spiagge

era inutile ormai : non avremmo capito il mondo
neppure se il mondo ci avesse spiegato tutto,
cosi preferivamo, e restituimmo la pelle
che ci avevano prestato per vestire lo scheletro,

la città che parlava così fitto con i prati
ha taciuto improvvisa, quando le ho fatto cenno
di prepararmi quattro nuove pareti , come se
fossi proprio uno sconosciuto

e così era, adesso, io stesso non mi riconoscevo…

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_3200