Tu chiedi, disperato ma non troppo

Tu chiedi, disperato ma non troppo,
almeno sei troppo intelligente per esserlo troppo
“dov’è l’antica opacità del cuore?
in foreste di simboli, labirinti di specchi
mi aggiro, bombardato dagli ultimi messaggi,
hanno ormai preso in tanti
cura della mia anima, che debbo fare?
non posso più contentarmi di essere,
vivere non basta, sembra, o non basta più,
ed è inutile cercare ancora i significati
se non vuoi che sospettino di te,
perciò beatificamente mi sommergo
fra durissime onde di cuscini semantici
ma designificati, come sogni fraudolenti
tu dicevi non prendere alla lettera il mondo
ma la lettera trionda, tutto è letto ormai,
per le strade o cartelli ti avvertono:
è vietato inventarsi, è tutto già inventato,
bagnati in questa luce d’eternità, dunque,
dove tutto è eterno perché tutto si cresima,
istanti carichi di milioni salpano allegramente
e dunque? perché inquietarti? è cosi rassicurante
questo cosmodromo ragionevolmente impazzito,
stai calmo, cosmpopiteco?”

“si io ti ho risposto, e tu non senti perché
ti rispondo appena…”

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_3182