non avevo altra parola che questa

non avevo altra parola che questa
per annotare quello strano processo di maturazione
appena cominciato nell’ombra dei cavi poplitei,
diramazioni e fibrille nervose negli inganni
e la lentezza, più su, che cominciava a misurarsi
e a dare i tempi, le minuscole stagioni
del nuovissimo sangue

non avevo altra parola che questa -amore-
e allora aggiunsi l’aggettivo -“altro”- e scrissi:
un altro amore, con una appena letta vaga parentela
morso gli esangui sentimenti per te o per lei,
e per le poche altre e i pochi altri

una passione diverse senza preciso oggetto,
una direzione, una freccia sulla fronte,
cartelli alle tempie per strade da tracciare
qualcosa così, diciamo come un corpo celeste
appena nato, all’ombra dei cavi poplitei
dentro piccole orbite lente luminescenti,
un mondo minimo affettuosissimo
per l’immenso universi celato
in una piaga tenera e ultima
della mia quota di spazio adulto

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_3180