Ho letto ho sentito ho visto

Ho letto ho sentito ho visto
tu l’hai detta sollecitudine di fondo
tu l’hai scritta stupore inenarrabile
tu l’hai agitata coi nervi delle immagini,
ora che sale cresce in risonanza
dal vetro della gola dello spazio,
e le sabbie degli astri dimenticati
s’increspano sulle guance del tempo,
tu che hai detto che hai scritto che hai mosso
acque profonde, il limaccioso sedimento
che gorgoglia nel labirinto iterrotto,
devi dirmi come si di identifica, “adesso”
con la pietra con l’albero con la bestia
come ritorna a fuoco nel grande occhio
del futuro he divora il passato
la mia la tua immagine -e lo specchio
come ora si ricuce, ago sui vetri,
per riconoscermi, uno, nei miliardi
dei morti e dei futuri, per non essere
altrove e mai, come sempre.

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_3178