rispetta il paesaggio, poeta, coi tuoi versi,
ci sono gli altari nel paesaggio e la commozione tra le foglie,
annidata così bene che gli uccelli la beccano furiosi…
E splendori e memorie e amori- naturalmente-
disperazioni squisite, sintagmi ben controllati,
una cortesia e un disprezzo definiti da non-regole,
senza fortuite incidenze, si capisce, senza singolarità,
ogni cosa al plurale così tutto è più rassicurante,
Rispetta i paesaggi, dunque, i fraterni paesaggi
delle parole comunitarie illustranti, non
andartene più così in quei tuoi urlanti silenzi,
è tutto così evidente in questa epopea mentale,
non personificare più il mare, sei stato ammonito,
lascia stare le cose a loro decoro, allora eterno passato,
l’uomo non tornerà più alla natura, è uscito
da quel grembo velocemente alienandosi
nelle cose che fabbrica per specchi ci fu futuri
liberi senza passato né memoria di foglie germinanti
ancora alle tue tempie, e di guance sbocciate
fra le radici impazzite dei mille costi inventati…
rispetta il rispetto, lascia gli universi impossibili
che presumi con un gesto o un accento,
ultimo miserabile iddio crocifisso, voce e silenzio
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3307

