mani planetarie, ecco,
col sangue in lente orbite
puntuali,
sono le mie,
terrestri e cosmiche, se volete, ma
comuni mani sensibili
alla penna, si scrive davvero,
e ai pensieri fra le virgole,
agli accenti dell’inchiostro,
(nessuno ci fa caso; invece
pensieri, quando si impennano,
ricadendo sui talloni,
con la testa sulle spalle,
lasciano orme incise, gridi muti)
Mani tutte pensili e basta, se
vuoi fotografarle e ingrandirle
e confonderle, poi,
con le foto dell’altra faccia
della luna, vedrai,
le mie mani la guancia ulterata
della luminosità delle canzoni
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3311

