la domanda è semplice

la domanda è semplice, facile e assurda: perché viaggi?
Perché te ne vai sempre lontano dai tuoi e da te stesso?
Perché lasci così volentieri la terra dove sei nato, la tua patria?

la risposta è altrettanto semplice, facile, e-perché no?-assurda:
viaggio perché la mia patria non è un luogo, ma
è un’amicizia non ancora stretta, un trattato da trattare,
una maniera d’essere in patria fuori di patria,
la solitudine collettiva, il riconoscimento disinteressato,
l’egoismo misterioso dell’amico che quando dice Io
dice non rimproverarmi, non imputarmi di vanità,
se dico io dico te dico tutti dico l’universo,
se dicessi proprio io, soltanto il luogo di me, direi
una patria individuale, così minuscola, non ti pare?
mi credi proprio così stupido e presuntuoso, e
allo stesso tempo mi pensi così umile e verme strisciante da
non pensarmi alto quanto la fronte del vento?

d’accordo, grazie, Dio, solitudine universale, tristallegra,
quando dici io parli del cosmo, e tu tutti diciamo io,
se diciamo noi parliamo del nulla, dell’anti-io…

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_3291