E’ stata già fatta la felicità, non si può di più,
(la felicità non può essere felice, solo essere parola)
e l’amore è stato già amato, tutto, fino in fondo
è inutile quindi riparlarne ancora, amare, ancora,
se dici ancora sei triste, ripeti la ripetizione, sei monotono,
non compiangerti più, non innamorarti delle parole, basta,
le lacune sono state piante fino al loro ultimo significato
e le copule sentimentali e quelle illegali si sono abituate
alle nostre abitudini ritmiche, ai flussi ordinati del sangue,
spogliati di lacune, cavati lo sperma, osserva la nudità
la bellezza è caduta dal trono e ci accorgiamo che è brutta,
che eravamo schiavi di un inganno astutissimo,
quasi come quello dei profumi nell’ascella delle gambe
che ci ha derubato dall’odore di giungla del sesso,
la faccia è nuda e insolita, la faccia non è una faccia
ci guardiamo stupiti, ritrovandoci gli occhi dimenticati
sotto le ottiche dei quadri degli specchi, della riproduzione dei ricordi,
con un olfatto canino ricerchiamo il sapore dei sapori, ma
la benzina dei distributori non odora a gelsomino,
e il gelsomino che compri non è quello delle poesie,
dagli alberi di ferro, dai gomiti oleosi distilla veleno,,
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3282

