è inutile che corri, gli alberi corrono di più,
solo la notte, è vero, misura la loro coscienza,
e batte sulle spalle vegetali il dito affettuoso
della sua attenta mano di luce, constatando
la crescita dei pensieri, nelle foglie più acute,
ma che importa, nessuno si è mai accorto
dello schieramento delle montagne,
e dei primi più alti, generali del vento,
che salutano eserciti di cose silenziose,
allora che cosa vorresti fare tu, troppo inquieto
per inseguire le pattuglie esploranti,
e impedire alla notte di uccidere i giorni?
puoi solo, forse, stringere la mano agli arbusti,
e far l’amore con più mondo, se puoi, uscendo dai corpi come da solchi di terra,
umido come un’erba fresca di dolci falde,
e carezzando il ventre del tempo, già gonfio
del genere che affila le sue unghiette nell’ombra…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3147

