scriveva lettere che sapevano
di biancheria di inconsce lenzuola,
di ascelle calve di pubi implumi:
con fendenti leggeri da sognare
incidevi la carne laceravi la carta,
fogli e parole si spiegavano
come gambe disegnate appena,
trampolieri su stagni eleganti,
alfabeti di lunghe estremità
con gli accenti alle caviglie
e virgole alle rotule violacee..
rispondevo biglietti che ignoravano
solo l’assenzio e la tecnica stupefazione
che sarebbero venute – si annunciavano
già fra un’immagine e una notizia.
mi spedivo e poi portavo tra la gente
qualche residuo di sapone ai lobi,
la schiena diseguale dalla schiuma,
camminavo male tra i marciapiedi profumati
con le sue gambe intrecciate fra i miei ingrimi,
dietro le bandiere di falsa innocenza
che mi avevano ormai corrotto..
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3267

