dici è passato dici ricordo dici dimentico

dici è passato dici ricordo dici dimentico
e all’improvviso -l’hai detta tante volte
tranquillamente senza impressionarti dall’abitudine-
la parola guerra così muta fino a questo mansueto
è una parola che parla ti parla ti interroga,

allora il passato? la memoria non è memoria..

la parola è la stessa? se è la stessa, il passato
non è passato, tornerà, è futuro, è qui, adesso,
il ricordo è solo un presentimento, forse,
e forse è l’avverbio della certezza -dubbio.

allora discuti con la parola con la guerra,
ma non sei impressionato e ti chiedi perché
non ti impressionano le parole impressionanti, più,
ma forse è perché ormai sei grande, ormai sai
che cosa è la vita, e non puoi aspettarti
per domani quello che ieri non
la vita ha misure più piccole, ti sta stretta
prima era vasta e il buio era minuscolo
laggiù, oltre la foresta degli anni,
adesso il silenzio in attesa è cresciuto,
e l’esistenza dubita di non essere stata vissuta,

ti sei mentito, ti sei giustificato hai fatto i capricci
davanti al dolore ti sei rifiutato di patirti,
ti compativi piuttosto, con infuriata tenera ipocrisia,
potestando perché avevi solo il coraggio
di avere premura e rimandarli immandati

adesso la parola guerra ti interroga rispondi
e vorresti patirti tutto e scrivere una vanità-dubbio
per leggere un libro che nessuno ha scritto,

hai letto tutti i libri e la carne non è triste
perché se hai letto devi scrivere dirti alla vita,
aggiungerti lasciarti viverti in una lenta fretta

la guerra, dichiarala almeno a te stesso
e combatti e perdila: così la vincerai…

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_3244