Curerebbe i suoi ricordi se non fossero presentimenti
ma le impulsioni della memoria così ineluttabili
riducono la sua malattia a misura delle sue tenere bugie
“potrei finire ma dovrei aver cominciato, e quando?
ho imparato troppo bene a non lasciarmi sorprendere
dagli agguati della memoria, delle imboscate del futuro
forse era a scoppio ritardato, una curiosa bomba umana,
e l’occupava troppo quel ticchettio, tutta quella orologeria interna
così vestiti e macchine da presa l’isolavano nell’arcipelago
si sarebbe rifugiato con più decisione e fiera amarezza
nelle cose nei piccoli oggetti meccanici così bene funzionamenti
per preservarsi dal bisogno di un’anima, sebbene…
non riusciva a captare i messaggi, e così registrava
anche i singulti e i raschiamenti di gola, le insignificanze
avrebbe pagato a peso d’ore intermediari pratici efficienti
prenderebbe sul serio la sua vicenda quotidiana
dal rasoio al giornale alla forchetta al sesso,
ma tra lui (o lei) e gli atti quell’iato, quel chic.
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3253

