Sapeva i cieli a memoria, li riconosceva
a colpo d’occhio: questo -indiceva-
è un cielo olandese, e quest’altro
è un cielo greco, quest’altro è africano..
Gli chiedevano: sono sempre uguali, allora?
e si meravigliava: non c’è stato mai
un cielo uguale a un altro, io li invento,
li classifico, in schedari di sguardi…
Non lo capivano, e lui spiegava paziente
che cominciava a guardarli – sopra la dentatura affilata
delle ciminiere e dei capannoni, sopra la nuvola
dello DUBBIO troppo neutrali e umani…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3126

