I
E’ più nuda che nuda, l’acqua non è un vestito,
l’aria nemmeno, o il flash dei fotografi, o le parole
Chanel si potrebbe dirsi comincia,
la carne è luminosa come un riflettore, sapete,
e il fendente che cala tra le reni recide
tenerezze di amebe provocanti il futuro,
guardala ancora, cosi totale che abbraccia
lo spazio intimidito attorno ai nostri occhi
e ai semi senza latte appesantiti dai baci,
la fotografia è cortese, la tecnica è educata,
nessuno conterà per ora sotto il trucco, le rughe,
o intuirà la morte nel flacone dei sogni,
II
ma il tavolino è là, adesso, ineluttabile
come la notizia sui giornali di tutto il mondo,
a tre gambe, avvilito, sotto il peso delle pillole,
ci siamo tutti, adesso, installati nella sua morte
come in un vestito troppo stretto, ma nostro, senza dubbio
è stata spedita a tutti la partecipazione mondiale.
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3125

