Come un dito puntato come un’arma
intimava alle nuvole agli uccelli agli aerei
alle correnti alle tempeste alle stagioni
di sgombrare quest’ultimo cielo,
Fu un lavoro lungo, ma alla fine
sgombro lo spazio, un occhio senza palpebre,
si aprì da me a te, alluvionandoci
di sguardi e di assenze,
(allora continuò
il discorso esponendoci il suo piano)
ed è così che stiamo disegnando
un’altra pianta dell’ultimo cielo
pulito dalla storia degli spazi,
e spartiamo da un orizzonte all’altro
branchi d’ali e di nuvole,
attenti
a rifare i cieli del passato
precipitati nella cruna dell’ago
col quale ricamiamo un marleto per la Galattica…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3106

