tu gridi ancora estate, io già sotto l’alto pallore
lamento i pennelli di malva che incrostano l’azzurro
tu non puoi accorgerti dell’autunno, è chiaro,
per questo la tua estate è così antica e ingenua,
ma io non posso fingere, so bene che dietro la collina
un cavvalletto si apposta e il tempo spande ore furure
sulla tela incerta degli orizzonti, tesa dai sospiri
dei giovani inquieti sull’amore – forse non è
questo, solo un acconto, e invece è tutto il prestito
da ripagare in rate, di dolore, lunghissime e –
tu gridi estate e chiami palazzi le navi
disegnate dagli uffici turistici in fondo al mare,
io penso autunno e chiamo navi i palazzi
ormeggiati ai manifesti, con gli oblò quadrati…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3073

