qui una pozza di notte là un lago di crepuscoli
incerti se prima o dopo, più in là forse un’attesa
dimenticata in viaggio: e avresti potuto raccoglierli,
questi sparsi frantumi di paesaggio, salvarli
dall’amorfo discorso in cui questa sera
tutto si riduce – non bisogna accettare
riduzioni del mondo, solo crescenze e sviluppi,
siamo dunque fedeli al compito e scriviamo
il chiaroscuro del tempo qui sopra, cantamente:
notte e giorno, crepuscoli albali e serali
resistono nel tempo dell’uomo, – questa è l’ipotesi –
perché la nascita è appena cominciata,
e appena la fronte affiora dalla notte,
e sappiamo di aurore, coi piedi nel buio…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_3063

