un altr’uomo, vediamo, incontrato nel corridoio

un altr’uomo, vediamo, incontrato nel corridoio,
-un globulo rosso incrocia un globulo bianco, per esempio-
carezzava parole frustate e intimidite, logorate agli angoli
come un turista stanco i suoi souvenirs senza memoria
e diceva vorrei collaborare esistere anch’io perché no?
ma quando arrivava qualcuno che potesse sorridergli
e ignorarlo così, nella traiettoria, si tappezzava sui muri
come un’ombra di persiana, a strisce pallide e grige,

una vita troppo lenta, con gambe troppo stancate,
loggi abracciava ieri tutti morti fin dal mattino,
il calendario un carnefice indiscutibile,
sulla piuma dell’alba il piombo della notte
era incerto se vivere o contentarsi di sembrare
sorridendosi nello specchio con lamette gentili
su prati teneri di guance perplesse quotidiane

tempo grammaticale il corridoio era troppo stretto
e mi fermai presso restò nel passato prossimo
era fuori attraversava mimose di nebbia
come un sole sontuoso lo accolse sulla sua groppa
di lenya giunenta assiderata e sudata

sulla zattera di pietra della città un naufrago ignaro
tutto qui, remigava con occhi senza nuvole
sotto un cielo trapanato dal punteruolo del dubbio
eccoti qui, assenza, oggi ho incontrato un uomo…

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_2908