Strana mattina: la pozza blu sotto il marciapiede di casa
sembrava infastidita dall’azzurro lavato del cielo
che teneva ai tuoi occhi-era difficile sapere
qualcosa di più, come sempre, su certe stranezze,
ma perché quell’azzurro infastidiva gli sguardi
nella mattina più strana di un banalissimo maggio?
inutile domandarselo? ma, forse nessuna domanda
è inutile, neppure questa sull’azzurro e il suo fastidio-allora…
scrivi e riscrivi la domanda qui, confrontando le parole,
e ogni volta che la parola azzurro si ripeteva, insolente…
ecco, insolente la sua gloria d’occhio, spalancato cielo,
insolente come le parole più ingannevoli dell’epoca:
amore cuore azzurro bellezza stella e così via…
a guardarlo bene l’azzurro non esisteva che nella sua parola
e allora bisognava dirlo anche a se stessi che l’azzurro non esisteva,
anche all’azzurro, anche alla pozza cilestrina, infastidita,
anche a questo foglio stanco di parole che troppo a lungo c’ingannarono
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2877

